12/12/2020

THE WARM LIVING

12/12/2020

Il living che è un inno al comfort, misurato e sartoriale, con uno sguardo all’East Side

Il 2020 non è stato un anno di pausa per il design. Almeno non di pausa intellettuale: l’ambiente domestico è tornato al centro di un modo di vivere che aveva delegato alla città molte delle sue funzioni, dal lavoro al pranzo, e che oggi torna a cercare quelle dimensioni negli spazi della casa. Anche l’abitudine del ricevere, sempre più esternalizzata in ristoranti, bar, fumoir o members club è tornata consuetudine domestica che mette insieme antichi riti sociali e nuove modalità di intrattenimento, l’ora del the e la serie tv su Netflix. Per disegnare questa nuova accoglienza privata, i cui valori aggiunti sono un comfort e un’informalità a cui forse non eravamo più abituati, cerchiamo quegli elementi rassicuranti e quei colori tenui che ci riportano alle forme dell’infanzia, sognata e imparata nei film, resi contemporanei da un minimal emozionale che è già un trend dichiarato del Salone del mobile 2021.

Lo fa Gianfranco Ferré Home, che presenta in anteprima il suo nuovo concept di zona giorno. The Warm Living si ispira a quel modo di progettare tipico della scuola nordeuropea anni Cinquanta, dove funzionale e decorativo convivono in perfetto equilibrio, e si arricchisce di una palette che evoca gli ambienti lussuosi dell’East Side newyorkese, calibrata fra le tinte cognac e antracite. L’eleganza senza tempo di cui Jumbo Group ha infuso il marchio, in uno sguardo d’insieme, tende alla rarefazione, quasi volesse ricreare una scenografia del vivere, un universo dove i codici che hanno caratterizzato l’abbigliamento di Ferré dalla fine degli anni Settanta ai primi Duemila, si ripetono con la stessa armonia.

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Le linee scivolate di quelle architetture per il corpo, le silhouette svelte e sofisticate, le fibre innovative da mischiare alla tradizione, hanno solo cambiato domicilio, spostandosi dalla moda all’interior. Nei pezzi che vediamo in anteprima, l’artigianato dà voce a un eclettismo misurato, sartoriale, che calibra geometrie e volumi e si traduce in una cura minuziosa per il dettaglio.

Il cuoio naturale, che predomina nel rivestimento del grande divano Phoenix – struttura solida, in legno, con braccioli e spalliera dalla sezione ovale reclinati leggermente verso l’esterno – un chiaro rimando a quei roll-arm dei club per gentlemen che compaiono nell’immaginario hollywoodiano, torna nei ripiani mobili del tavolino da caffè, insieme geometrico e arioso, Matrix (ma sarebbe più corretto definirlo da fumoir, anche qui il richiamo agli ambienti privati per soli uomini di metà Novecento è evidente).

Entrambi condividono la base e la struttura in metallo con le finiture in cromo nero, prezioso, dal sapore più contemporaneo e metropolitano.

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Per la coppia di poltrone Franklin e la avvolgente Phoenix, che condivide nome e profilo del divano, la scelta dei materiali si sposta su un tema caro alla Maison, quello dei tessuti maschili: mentre per quest’ultima la scelta è quella del classico per eccellenza, il principe di Galles marrone e nero, puro Savile Row style quasi a volerle conferire un carattere, nelle prime domina il pied-de-poule sulle tonalità del bronzo.

Qui, insieme alla struttura aerodinamica in legno di faggio tinto fumo di Londra, si apre per l’occhio una parentesi di movimento; due bottoni, anch’essi in cuoio naturale, fanno da fil rouge con l’insieme e creando un effetto matelassé impreziosiscono lo schienale. The Warm Living è un inno al comfort, un invito a farsi sedurre dal fascino dell’essenziale.

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